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“Rosebud.”
citazione # 17 nella lista delle top 100 citazioni di film americani secondo l’American Film Institute.
Rosabella (nella versione italiana) è stato preso dal nome che William Randolph Hearst dava ad una particolare parte anatomica di Marion Davies, sua amante.
Citizen Kane è la culla di alcune innovazioni cinematografiche maggiori: Welles chiese che nelle varie riprese fosse messo a fuoco il primo piano tanto quanto lo sfondo. In alcuni testi questa sua volontà viene erroneamente descritta come l’invenzione del dispositivo del pan focus; in realtà si trattava semplicemente di costantemente correggere durante le riprese la messa a fuoco.
Un’altra delle novità introdotte da Welles è l’inserimento dei titoli di inizio dopo uno spezzone di film. Questa però è nata dal suo programma radiofonico quando ‘La guerra dei mondi’ fu trasmesso, il 30 ottobre 1938. Il programma descriveva un’invasione aliena e scatenò il panico, nonostante fosse interrotto da spezzoni pubblicitari che chiarificavano la finzione dello stesso. Il racconto venne reso in forma di radiocronaca e le voci utilizzate erano simili a quelle di importanti personaggi politici del tempo, il ché aggiungeva ancora maggiore realismo al racconto.
« Furono le dimensioni della reazione ad essere sbalorditive. Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottovalutato l’estensione della vena di follia della nostra America. »
Ci furono alcuni morti e milioni di dollari di danni nel paese. Solo il giorno dopo sui giornali la gente apprese la verità.
Welles è stato il primo a cui fu data totale autonomia per il film, su tutte le fasi del processo, su sua esplicita richiesta.
Prima di Citizen Kane le riprese non comprendevano scene in cui si vedevano i soffitti, perlopiù assenti, tranne quando le condizioni metereologiche lo rendevano necessario ed in questo caso venivano occupati dall’illuminazione artificiale. Per la prima volta si vedono riprese dal basso che includono il soffitto. Welles arrivava persino a far ricavare delle nicchie nel suolo per fare determinate riprese.
Le inquadrature che riprendono Xanadu sono in realtà riprese di note costruzioni esistenti, quando non sono disegni, tra cui il castello di Oheka.
La camera di Susan Alexander Kane che in una delle scene finali viene distrutta dal protagonista è stata costruita di dimensioni più piccole rispetto ad una stanza normale.
Durante il film non vengono mai presentati punti di vista esterni sulla grandezza di Charles Kane.
Quando Hearst apprese del film di Welles cercò in ogni modo di impedirne la diffusione cercando di comprarne la pellicola prima dell’uscita per poterla distruggere; non menzionandolo in nessuna delle stazioni radio o dei giornali di sua proprietà; cercando di corrompere al fine che non fosse nominato agli oscar. Durante una campagna pubblicitaria Welles viene avvertito da un poliziotto che Hearst avrebbe fatto trovare una ragazza minorenne nella sua camera in modo da poterlo ricattare.
Il maggiordomo sostiene che l’ultima parola pronunciate da Kane fosse “Rosabella”, in realtà il maggiordomo non si trovava nella stanza quando questa è stata pronunciata, anzi, la prima scena del film ci fa vedere come la porta fosse chiusa prima che l’infermiera entrasse trovando Kane morto. Questo è quindi uno stratagemma narrativo, una menzogna a cui lo spettatore partecipa. Lo spettatore stesso si ritrova nella stanza in cui il protagonista pronuncia le ultime parole, che però in realtà non possono essere udite da nessuno.
La tecnica di rappresentazione iniziale che ci fa entrare come spettatori passando attraverso la finestra del castello è la stessa precedentemente utilizzata in Frankenstein (1931).
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http://www.tc.umn.edu/~ryahnke/filmteach/My-Archive-of-Film-Notes/x-kane2.htm (tecniche cinematografiche utilizzate)
http://courseweb.stthomas.edu/mjodonnell/cojo232/pdf/kane.pdf
http://www.pbs.org/wgbh/amex/kane2/
http://www.findadeath.com/Deceased/w/orson/orsonwelles.htm
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Carringer, Robert. The Making of Citizen Cane, Berkeley: University of California Press, 1985.
Brady, Frank. Citizen Welles: A Biography of Orson Welles, New York: Scribner & Sons, 1989.
Mulvy, Laura. Citizen Kane, London: BFI Publishing, 1992.
Balazs, Bela. Theory of Film, translated by Edith Bone, New York: Roy, 1953, reprinted New York: Dover Books, 1970.
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Welles, Orson.This is Orson Welles/Orson Welles and Peter Bogdanovich, ed. by Jonathan Rosenbaum, New York: HarperCollins, 1992.


